venerdì 14 maggio 2010

Future FTSE-MIB: si mena il can per l'aia


Numerose sono le interpretazioni di "menare il can per l'aia" ma forse quella più azzeccata è quella che identifica colui che mena il can per l'aia come un "creatore" di confunsione (liberando, appunto, il cane nell'aia, in mezzo alle galline) per evitare di focalizzare l'attenzione su ciò che è sgradito (crisi greca e possibili ulteriori crisi di altri paesi europei). E così dopo aver passato un'intera settimana a sventolare bandiere sulla tanta agognata "soluzione" greca ci si ritrova a chiudere l'ottava con un ribasso di oltre cinque punti percentuali e con tanti dubbi sul futuro prossimo. Come ben si sa "del doman non v'è certezza, chi vuol essere lieto sia" e molti, in questo momento così incerto, son ben lieti di seminare il panico tra i piccoli investitori lasciando prima ad uno poi all'altro il "cerino della paura". In questo breve articolo non si sveleranno grandi verità e nemmeno si cercherà di fare previsioni sul quando e come finirà la discesa del FTSE-MIB, ma si proporrà al lettore solo una brevissima "fotografia" di quello che sta accadendo sul mercato azionario italiano.

Prendendo in analisi il grafico in figura si nota come dal massimo del 15 aprile al minimo del 7 maggio ci sono ben 5265 p.ti, il 50 % del ritracciamento di Fibonacci del ribasso partito il 13 aprile ha come valore 20545 p.ti circa. Il notro indice dopo aver cercato per due sedute di chiudere sopra a tale livello in modo convincente ha mollato letteralmente la presa nella seduta odierna perdendo quasi 900 p.ti (chiusura a 19.540 p.ti. n.d.r.) rispetto al close di giovedì 13 maggio e dopo aver toccato un minimo a 19.200 poco dopo le 16.00. Da tale livello è partita una secca reazione che però non ha allontanato i timori per un eventuale ritorno sui minimi della settimana scorsa.

Alla fine "chi vivrà, vedrà" e buon week end a tutti.




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